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Testamento olografo: come si scrive (con fac simile)
Guida redatta dall'assistente AI di Diritto e Dintorni · aggiornata al 16 ottobre 2026
Il testamento olografo è quello scritto di proprio pugno da chi fa testamento. È il modo più semplice ed economico per decidere a chi lasciare i propri beni, ma basta un errore di forma per renderlo nullo o impugnabile.
I tre requisiti: a mano, con la data, con la firma
Secondo l'art. 602 del codice civile il testamento olografo «deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore». In pratica:
- Scritto per intero a mano. Tutto il testo deve essere scritto dal testatore, con la sua grafia. Non vale un testo scritto al computer o a macchina e poi firmato, né un testo scritto da un'altra persona, anche se sotto dettatura.
- Datato. La data deve indicare giorno, mese e anno. Serve, ad esempio, a stabilire l'ordine tra più testamenti.
- Firmato alla fine. La sottoscrizione va posta dopo le disposizioni. È valida anche se non riporta per esteso nome e cognome, purché identifichi con certezza chi ha scritto il testamento; per prudenza conviene comunque firmare con nome e cognome leggibili. Eventuali aggiunte scritte dopo la firma vanno a loro volta datate e firmate, altrimenti rischiano di non valere.
Cosa succede se manca un requisito
Le conseguenze sono diverse (art. 606 c.c.):
- se manca la scrittura a mano del testatore o la firma, il testamento è nullo;
- se la data manca o è incompleta, il testamento non è nullo ma può essere annullato su richiesta di chi vi ha interesse, entro cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni.
Anche cancellature, aggiunte di altre mani o fogli sparsi possono creare contestazioni tra gli eredi. Meglio un testo breve e chiaro su un unico foglio.
Il testamento può essere annullato anche se chi lo ha scritto, in quel momento, non era capace di intendere e di volere (art. 591 c.c.).
Cosa puoi decidere (e cosa no)
Con il testamento puoi nominare uno o più eredi (che ricevono tutto il patrimonio o una quota) e lasciare singoli beni a titolo di legato (ad esempio un immobile, un'auto, una somma di denaro).
La libertà però non è assoluta: la legge riserva una quota del patrimonio ai legittimari, cioè il coniuge (anche separato, purché la separazione non gli sia stata addebitata) o l'unito civilmente, i figli e, se non ci sono figli, gli ascendenti, cioè genitori e nonni (artt. 536 e seguenti c.c.). Per fare due esempi: con il coniuge e un solo figlio, a ciascuno è riservato un terzo del patrimonio; con il coniuge e più figli, al coniuge spetta un quarto e ai figli complessivamente la metà. Se il testamento lede queste quote non è nullo: le disposizioni restano valide finché il legittimario non chiede e ottiene dal giudice la loro riduzione (artt. 553 e seguenti c.c.).
Non si può fare un testamento «a due»: marito e moglie (o due persone qualsiasi) non possono disporre nello stesso atto, né a vantaggio reciproco né di un terzo (art. 589 c.c.). Ognuno deve fare il proprio testamento.
Consigli pratici
- Usa una penna a inchiostro indelebile e, se possibile, un unico foglio; se ne usi più di uno, numerali e firmali tutti.
- Indica i tuoi dati (nome, data e luogo di nascita) e scrivi che revochi i testamenti precedenti, se ce ne sono.
- Identifica con precisione le persone (nome, cognome, data di nascita) e i beni (per gli immobili, indirizzo e dati catastali).
- Evita cancellature; se devi correggere molto, riscrivi tutto da capo.
- Metti data completa e firma alla fine.
- Conservalo in un luogo sicuro e fai in modo che qualcuno sappia dove trovarlo, oppure consegnalo a un notaio in deposito fiduciario.
Fac simile di testamento olografo
Lo schema che segue è solo una traccia: per essere valido, il testamento va ricopiato interamente a mano. Una versione stampata e firmata non vale.
Nominare un «erede universale» non cancella i diritti dei legittimari. Se il patrimonio è complesso, se ci sono figli di più unioni, beni all'estero o un'impresa, è prudente farsi assistere da un avvocato o da un notaio.
Vuoi capire come impostare il tuo testamento e quali quote rispettare? Descrivi la tua situazione familiare all'assistente.
Chiedi all'assistenteDopo la morte: la pubblicazione
Chi è in possesso di un testamento olografo deve presentarlo a un notaio per la pubblicazione appena ha notizia della morte del testatore (art. 620 c.c.). Il notaio redige un verbale alla presenza di due testimoni; da quel momento il testamento può essere eseguito.
Domande frequenti
Serve il notaio per fare un testamento olografo?
No. Il testamento olografo si scrive da soli, senza notaio e senza testimoni. Il notaio interviene dopo la morte, per la pubblicazione, oppure prima se si sceglie di affidargli il testamento in deposito.
Posso scriverlo al computer e poi firmarlo?
No. Il testamento olografo deve essere scritto per intero a mano dal testatore. Un testo stampato e firmato è nullo come testamento olografo.
Posso cambiare idea?
Sì, il testamento si può sempre revocare o modificare, ad esempio facendone uno nuovo. Se il nuovo testamento non revoca espressamente il precedente, quest'ultimo resta valido per le disposizioni compatibili con quelle nuove (art. 682 c.c.): per questo la data è importante.
Posso lasciare tutto a una sola persona?
Puoi farlo, ma i legittimari (coniuge, figli e, in mancanza di figli, ascendenti) potranno chiedere la riduzione delle disposizioni per ottenere la quota loro riservata. Se non ci sono legittimari, puoi disporre liberamente di tutto il patrimonio.
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Questa guida è stata redatta dall'assistente di intelligenza artificiale di Diritto e Dintorni, progetto a cura di Roberto Cataldi, fondatore di StudioCataldi.it. Aggiornata al 16 ottobre 2026. Può contenere errori: le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere di un avvocato sul caso concreto. Note legali